Rocce ricche di ferro vicino a siti di antichi laghi marziani potrebbero rivelare indizi fondamentali sulla presenza di forme di vita fossili su Marte. Secondo un nuovo studio pubblicato su Journal of Geophysical Researc, tali rocce, formatesi in laghi prosciugati, costituiscono i luoghi più idonei ove cercare evidenze di eventuali microrganismi vissuti miliardi di anni fa sul Pianeta Rosso. Un team di scienziati ha determinato che le rocce sedimentarie composte da fango e argilla compattata sono quelle che potrebbero contenere fossili con maggiore probabilità. Tali rocce sono ricche di ferro e di silicio, che contribuisce a preservare i fossili, e si sono formate durante i periodi Noachiano ed Esperiano della storia marziana, tra 3 e 4 miliardi di anni fa. In quei tempi remoti la superficie del pianeta era ricca d'acqua, e potrebbe aver supportato la vita. Le rocce si sono preservate molto meglio rispetto a quelle terrestri della stessa epoca, dal momento che Marte non è soggetto alla tettonica a placche, che nel corso del tempo è in grado di distruggere rocce e fossili al loro interno. Il team ha rivisto studi di fossili sulla Terra e ha esaminato i risultati di esperimenti di laboratorio che hanno ricreato le condizioni marziane, per identificare i siti più promettenti da esplorare alla ricerca di tracce di vita aliena. Lo studio, che ha coinvolto ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA, della Brown University, del California Institute of Technology, del Massachusetts Institute of Technology, della Yale University e dell'University of Edinburgh, può aiutare a scegliere i siti di landing più idonei per le prossime missioni sul Pianeta Rosso, e a identificare i luoghi migliori in cui raccogliere campioni di roccia da analizzare.